giovedì 26 novembre 2009

Drago

Un Drago è solo un drago se non è supportato dalle persone che gli stanno intorno. Io posso fare il drago fortunato grazie all'aiuto di tutte le persone vicine e lontane che capiscono, mi sostengono e mi aiutano.
Grazie a tutti.

sabato 5 settembre 2009

Confessioni di una Mente Pericolosa.




Dimentico sempre che sono più vicino ai 30 che ai 20, dimentico sempre che ormai dovrei ispirare esempio e saggezza ai più piccoli. Dimentico insomma che sto crescendo, che c’è gente che alla mia età ha già dei figli, magari è sposata, ci sono persone che stanno già pagando un mutuo per costruire una famiglia, coetanei che fanno una vita diversa dalla mia ecco. Insomma una parte (si noti che solo una parte) della mia generazione ha messo la testa a posto. Io no, rimango qui come un randagio, ho davvero la sindrome di Peter Pan. Quello che mi preoccupa, per concludere tutta questa storia, è la sindrome di cui dicevo prima, che mi fa dimenticare maledettamente che gli anni si sentono e che se bevo troppo non ho più 20 anni, e va a finire che ogni volta sto sempre peggio. Ogni volta che mi sbronzo bevo sempre di più e il giorno dopo sto sempre peggio, mi ci vuole sempre più tempo per riprendermi, il mio corpo reagisce sempre peggio. Sto invecchiando, dovrei rendermene conto (ma non smettere di bere,sia chiaro!), dovrei capire che il tempo ma in fondo, a me del tempo che passa non me ne importa un bel segone!

lunedì 31 agosto 2009

Rinascita

“Non si tratta di una capacità di recupero ma di rinascita”
(alla faccia di chi non legge i fumetti:da “Naruto” numero 19).
Dopo un po’ di tempo ho scoperto che anche io posso provare dei sentimenti. Che posso credere di nuovo nelle persone. Avevo nascosto dolori ansie e paure in fondo al cuore, avevo fatto finta di niente e scelto di stare solo per evitare di provare dolore. Dopo mesi ho scoperto dei sentimenti nuovi, e allo stesso tempo vecchi, che mi hanno inaspettatamente quasi travolto. Forse speravo che sarebbe successo ma non ci credevo nemmeno io, sapevo che un giorno i miei sentimenti, assieme alla mia vita, sarebbero tornati a bussare alla porta e mi avrebbero detto che non potevano stare nascosti per sempre. Che non potevo continuare a ignorarli. Sapevo che sarei tornato normale prima o poi, non credevo ora però. Non credevo così in fretta però e per questo devo solo dire grazie, grazie di tutto a chi lo ha permesso. Non sono tornato come prima, ci mancherebbe, non credo più nella bontà delle persone e non spero che tutto andrà bene. Resto un negativo ( realista direi) ma ho una consapevolezza nuova, una nuova certezza. Ho riscoperto la nuova voglia di vivere e impegnarmi. Ho voglia di correre per impedire ai miei sentimenti di nascondersi di nuovo. Per questo devo dire grazie a un agosto folle e a chi mi ha fatto rinascere, a chi “aggressivamente” mi ha tirato fuori di peso dal mio mondo chiuso e mi fatto di nuovo aprire le braccia alla vita. Beh, davvero, grazie.
Boh adesso vediamo come va ma intanto, stranamente, sono contento. E posso pure dirlo ad alta voce.

Le cose che non sopporto (volume 3)

Non sopporto i froci col culo degli altri.

Non sopporto che appena provo dei sentimenti verso una donna, che spero di nuovo di poter costruire qualcosa con una persona degna di nota le mie speranze vengano inesorabilmente sbriciolate. Da una ruspa. Questo lo sopporto meno di altre cose, e ci tengo che lo si sappia. Più che altro perché credo di avere il malocchio.

Non sopporto Giulia, quella bambina di merda della pubblicità della Coca Cola (scusate il termine). Io a Pisa non ci capito più tanto spesso, ma attenta, se ti incontro per la strada ti schiaccio con un carrarmato.

Non sopporto il fatto di essere entrato in una spirale infinita: quella delle cose che non sopporto (qualcuno mi fermi!).

Non sopporto quelli che mi chiamano strozzino: io sono uno stimato funzionario di banca, di una banca specializzata ... in strozzinaggio. È importante essere chiari e precisi, perché dalla direzione ci tengono.

Non sopporto, alle elezioni, di dover scegliere tra un celebroleso analfabeta, un cattolico destrorso accompagnato da analfabeti e\o fascisti e una lista perdente con un finto comunista. Certo ci si chiederà: ma perché te non fai niente per migliorare le cose? Per 2 motivi: perché nessuno me lo ha chiesto (non direttamente almeno, come al solito) e perché non avrei avuto voglia di assistere a una nuova Waterloo.

Non sopporto che nessuno dei suddetti candidati venga a casa mia a chiedere il MIO voto. Andate da tutti. Perché da me no? Ho la lebbra? Puzzo? Non mangio mica nessuno eh! Certo io picchio, ma un voto vale bene 4 mazzate! E poi siete al servizio della popolazione. Allora fate sfogare anche me così dimostrate di essere anche al mio di servizio!

Non sopporto il mio capo (no, non gli voglio più bene come se fosse normale).

Non sopporto di aver scoperto, tramite dati pubblicati dal ministero dell’interno, che Roma è una delle città più sporche d’Italia (e conseguentemente d’Europa). Perché quando lo dicevo io ero razzista e esagerato. Invece no! Non sono io che sono razzista, sono loro che sono romani! Avevo ragione, ma ora che ce l’ho non mi interessa più di tanto. Nemmeno questo sopporto!

Non sopporto essermi ammalato il 2 giugno, essere andato a lavorare il quattro ancora scombussolato e essermi pure fatto rompere le palle.

Non sopporto quelli del marketing (del mio in particolare) perché ti regalano modi di fare figure di merda sempre nuove e variegate.

Non sopporto che mi si guardi come uno su cui riporre tutte le speranze per il futuro.

Non sopporto di dover correre, scegliere e essere sempre al top, io voglio andare con calma e evitare sorprese. Sono io e solo io che decido quando, come, dove e se correre.

Non sopporto quando parlo e dopo dieci secondi mi danno sulla voce.

Non sopporto di continuare a perdere accendini.

Non sopporto che appena prova (e dico prova) a girare bene, succede sempre qualcosa che mi fa pensare di essermi sbagliato.

Non sopporto che se c’è una (una e una sola!) nuvola all’orizzonte quella si pianta esattamente dove sono io e non si muove più.

Odio il mercante in fiera (si quello su Italia 1), ormai nemmeno Ainette tira su quel programma (certo Sarabanda è peggio)

Odio arrivare a casa, avere 5 minuti per guardare la tv e trovare solo dei programmi del cazzo.

lunedì 17 agosto 2009

Lo strano silenzio di Telonius Monk


Avrei voluto, anzi avrei potuto dire qualcosa di più. Forse anche molto di più. Al contrario, come al solito, non ho detto nulla. In fondo mi rendo conto che mi sto abituando ai miei silenzi, che mi piacciono. Inizio ad accettare l'idea di essere, con chiunque, "riservato", di concedere i miei pensieri solo a pochi intimi, di scambiare, se mi pare, con persone che non conosco, ben poche parole (quando non sono costretto a rapportarmi con altri per motivi di lavoro, sia ben chiaro!). Mi diverte guardare gli occhi di chi cerca di capire cosa mi passa per la testa e vedere che non ci riesce più. Certo, mi rendo anche conto che sto per diventare un sociopatico ma forse nemmeno questo è l'aspetto peggiore! Solo la perdita dell'umanità, a volte, mi sconvolge un po' ma niente che una bella birra fredda con gelato (mix unico che fa venire certi strizzoni di stomaco da urlo!) non possa cancellare.

martedì 11 agosto 2009

Novità

Se leggerete dei post strani, oscuri, che vi faranno pensare che io sia in uno stato di depressione irrecuperabile o sia vicino al crollo psichico vi avverto fin da subito che non é cosi; i post seguenti saranno solo il frutto di una rinnovata mente malata, con fissazioni da malato:
"sono profondamente offeso dal fatto che mi chiamiate misogino.
Non é vero. Pero' sono un mostro. Sono il "figlio di Sam". Sono una piccola peste.
Quando papà Sam si ubriaca diventa cattivo. Picchia la famiglia. Certe volte mi lega sul retro di casa. Altre volte mi chiude in garage. A Sam piace bere il sangue.
"Esci e ammazza"; ordina papà Sam. Dietro casa qualche resto. Giovani per lo più - il sangue cavato - solo ossa ormai ...
Mi sento un outsider. Rispetto agli altri sono su un'altra lunghezza d'onda: programmato per uccidere."
Un giorno cqpirete chi é l'autore di questo delirio.

domenica 2 agosto 2009

Decisioni




















Ogni volta che devo prendere una decisione importante vado in crisi, nel pallone, smetto quasi di parlare,mi aumenta la sudorazione e dormo meno di quanto (poco) io dorma normalmente.
Ora devo prendere una decisione molto importante e devo farlo in fretta. Come dicevo sono in crisi!
Mi piacerebbe avere a fianco qualcuno che mi dicesse: fai come credi vedrai che andrà tutto bene. Quello purtroppo mi è sempre mancato: ho avuto sempre qualcuno che mi ha indicato la scelta "giusta" anche se a me non pareva quella. Ora invece ho a fianco chi mi dice: scegli perchè sei in grado di farlo. O in alternativa chi mi dice l'esatto opposto di quello che vorrei sentirmi dire.
Cazzo,grazie! Sono capace anche da solo a fare la scelta giusta. Il problema è: se io la scelta giusta non voglio farla?
Niente, nessuna risposta, meglio, nessuna rassicurazione sul fatto che qualcosa di buono succederà.
A non avere grandi supporti nelle scelte ero abituato, anni che avevo poche (2 persone) su cui fare affidamento. Ora non ho più nemmeno quelle che, giustamente, mi dicono: sei grande sceglti tu.
Io come al solito non mi sento esattamente grande e non so bene quello che devo fare.
Morale della storia rimango con il cerino in mano, con una crisi da cui uscire in fretta, in un'estate in cui avrei voluto solo andare al mare anzichè decidere del mio futuro da solo come un cane (bagnato e puzzolente).
Evidentemente non è così, e il mio destino è diverso da quello che avevo in mente.
Dovrò combattere o farmene una ragione ma nemmeno in questo caso so bene cosa scegliere!
Una nota positiva in tutto questo però c'è: qualsiasi cosa io decida, la decisione sarà solo mia, e sarò io che avrò scelto come impostare la mia vita, da solo, senza pensare a nessun'altro. Almeno questo è posistivo

mercoledì 10 giugno 2009

MMMerda!


Io volevo solo fare una sorpresa, avevo preso la decisione giusta. Dovevo solo aspettare il momento più propizio per darne conto agli interessati. Invece no, una maledetta è rimasta incinta e ora tocca a me decidere. Cioè io ho già deciso, devo solo trovare la scusa più ideale per giustificare la mia decisione e per anticipare i tempi! Ma perché le donne rimangono incinte?
Io volevo solo dare una sterzata alla mia vita, fare un paio di dispetti. Così, per “vedere di nascosto l’effetto che fa”. Invece no! E poi dicono che lo bestemmio sempre e lui mi ascolta lo stesso. Si mi ascolta, ma non capisce molto bene, deve essere un po’ sordo.
Adesso è un casino, e devo pure risolvermelo, da solo!
A volte vorrei solo avere tra le mani un ggiovane, uno della nuova generazione. Non saprebbe dirmi un cazzo ma almeno lo gonfierei come un sacco dalla mattina alla sera. Invece non ho sotto le mani nessuno, ho poco tempo per trovare una scusa valida e soprattutto ho molto da fare e poco tempo per farlo.
Ho già cambiato tanto, buttando via le cose vecchie, intendo i vecchi dolori e i vecchi ricordi. Quello è facile, a me riesce alla grande, io non ricordo mai niente, perché non mi piace ricordare. Perché i ricordi fanno male e a me non piace nemmeno star male. Infatti ho dimenticato tutto, tranne quello che non dovevo dimenticare. Il problema è che per quanto elimino i problemi quelli non smettono di rincorrermi e se ne presentano sempre di nuovi.

Per concludere la giornata un cretino, o una cretina non so, si è messo a farmi gli squilli. Ha iniziato a rompere le palle alla mattina e ha finito la sera. Gli ho preso la chiamata una sola volta e non ho avuto neppure il tempo di dirgli quello che penso di lui … o di lei, perché ha buttato giù! A proposito: se stai leggendo questo blog sappi che se scopro chi sei ti dico cosa penso di quei codardi che fanno gli squilli anonimi, dopo che te l’ho detto ti vengo a cercare. Quando ti ho trovato poi vediamo se:

a- inizi ad assumerti le tue responsabilità

b- ti passa la voglia di rompermi i coglioni mentre sono a lavorare.

Queste ultime righe non c’entrano un cazzo con i miei travagli interiori e i miei problemi ma mi sono accorto che è un po’ che non parlo di politica e visto che ci sono state le elezioni europee e le comunali beh, due parole le spendo.
Io non ce l’ho coi froci, non con tutti intendo. Con qualcuno invece porto avanti una battaglia personale: uno gli voglio spaccare la testa con una mazza chiodata (è una delle cose che non dimentico, ho già messo i chiodi nella mazza e la tengo in macchina, che non si sa mai, magari lo incontro, ed è sempre bene farsi trovare pronti), l’altro è Vendola! Ricordati, pirla, che se ci stiamo estinguendo, come i panda, è anche colpa tua e della tua voglia di fare la prima donna (non volevo fare un doppio senso ma mi è venuto benissimo) e questo non dovrebbe farti dormire la notte. Il problema è che secondo me tu dormi benissimo e io sto qui a incazzarmi. Beh vai in culo, col cuore! Non te le meriti la mia incazzatura e la mia disapprovazione.
Infine gli italiani si sentono rappresentati da persone di destra? Bene se li tengano! Io non li ho votati e NON LI RICONOSCO!

giovedì 4 giugno 2009

Dark side

Se guardi a lungo dentro l’abisso anche l’abisso inizierà a guardare dentro di te.

Libri


Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo.
Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle

- Ti aspettavo.

Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo

- Tu sei matto.

E per sempre lo amerà.

(A. Baricco “Oceano Mare”)

martedì 2 giugno 2009

Saturday Night Fever

Se c'è una cosa che non sopporto è che nell'unico giorno libero da più di un mese io sia riuscito ad ammalarmi! Non è bastato aver passato la giornata dell'uno a lavorare con la febbre (e a cercare di dormire come un barbone sul tavolo della sala riunioni), no! Il 2 giugno, ultimo giorno di festa prima delle mai tanto sospirate ferie, che otterrò, forse nella secondà metà di agosto, io sono a CASA, CON UN FEBBRRONE DA CAVALLO! Poi dicono uno non dovrebbe bestemmiare Maledetto il cane morto del budello d*********** (autocensurato per eccesso di volgarità).
Ma affinchè che almeno gli altri possano godere ancor meglio di questa meravigliosa giornata di sole caricherò un video divertente (anche perchè se no poi qualche dannato mi dice che questo blog non fa ridere e oggi, essendo malato, mi sento nello spirito giusto per accontentare qualcuno):

venerdì 29 maggio 2009

Le cose che non sopporto (versione 2)


Non sopporto che mi dicano “sei cresciuto tanto e sei cambiato”. Io ho la sindrome di Peter Pan e ne vado fiero.

Non sopporto che nessuno mi scriva mai una lettera ma sopporto ancora meno di arrivare a casa e trovare una tanto voluta lettera e alla fine scoprire che me l’ha inviata il candidato dell’UDC alle europee per mandarmi un suo santino elettorale. A parte che non mi ricordo come cazzo si chiama ma:
- non ti voterei nemmeno se fossi l’unico candidato in tutto il globo terracqueo,
- non ti provare mai più a scrivermi se no ti rispondo, a te al tuo Casini del cazzo, e ti assicuro che non sarà piacevole,
- se proprio vuoi il mio voto viene a chiedermelo a casa, così mi spieghi il tuo programma mentre io ti gonfio come una zampogna, e dopo vediamo se hai il coraggio di riscrivermi o tornarmi a trovare.

Non sopporto i fascisti di Verona, soprattutto non riesco a pensare che se mai dovrò andare in quel posto del cazzo dovrò mettermi un cappello, perché se no mi ammazzano (questa è difficile, ci vuole memoria storica … diciamo almeno memoria, ma sono sicuro che qualcuno se la ricorderà e apprezzerà).

Non sopporto di non potermi scegliere le ferie.

Non sopporto che tutte le donne in primavera si svestano, io poi sto male e non posso usare la mazza (per tramortirle). Soffrite il caldo come me, cretine.

Non sopporto il fatto che non potrò mai entrare nella casa del Grande Fratello. Con una sparachiodi.

Non sopporto Franceschini.

Non sopporto che Kurt Kobain, Bon Scott e Janis Joplin siano morti mentre Tiziano Ferro e Cesare Cremonini siano ancora qui tra noi.

Non sopporto di non poter rimanere chiuso in una stanza con Barbara D’Urso e una mazza.

Non sopporto che Brunetta possa dire liberamente NO ai poliziotti panzoni. Non perché ami particolarmente gli sbirri ma perché odio ancor di più Brunetta. Quello che sopporto ancora meno è che a dirlo sia un TAPPO, uno alto come un fungo marcio e cattivo come una cagata dopo una sbornia. No perché se te (tappo) discrimini i panzoni anche noi possiamo discriminare tutti i fratelli vivi dei Puffi? Si? Allora mettiamo anche una regola che non si possono proclamare ministri quelli sotto il metro e settanta ( e già che ci siamo nemmeno premier, perché se vogliamo fare le cose le facciamo bene: ce ne togliamo dai coglioni due in un colpo solo … mica cazzi!) così siamo pari!

Non sopporto la mia vita, ma sopporto ancor meno quella degli altri, meglio sopporto ancor meno quelli che vogliono renderti partecipe della loro allegra vita … neanche me ne fregasse qualcosa.

Non sopporto quelli che mi dicono: “Ah! hai 27 anni e non sei ancora spostato?” A parte fatti allegramente i cazzi tuoi! Ma chiarito questo, per sposarsi bisogna essere in 2, e quando , circa 10 giorni fa una povera vittima mi ha detto “ti amo con tutta me stessa, ho perso la testa per te, voglio sposarti perché sei una persona meravigliosa”, io ho iniziato a ridere così forte che mi sono venute le convulsioni e lei è scappata piangendo, da allora non mi ha più cercato. Non so perché ma quando racconto questa storia (che a me fa sempre ridere) smettono tutti di chiedermi come mai non sono ancora sposato e si intristiscono all’improvviso (beh non è poi molto che la racconto eh,sono solo 10 giorni) [alla povera vittima: stavo ridendo e non ho avuto il tempo di dirtelo … perché poi sei fuggita: mi dispiace ma non credo che tu sia la persona giusta, ma forse lo avrai capito da sola. Sono convinto che ora sarai in posto migliore, a casa tua ad esempio!]

Amo gli acquazzoni improvvisi di primavera, ma solo perché quando l’altro ieri è venuto il mio capo era venuto a lavorare in moto e la pioggia torrenziale lo ha sorpreso dieci minuti dopo che era partito (grazie Moloch, dio degli inferi)!

Te lo sei meritato!

Non credo che leggerai mai questo pezzo, per questo lo scrivo. Tra noi bastano poche parole, ci capiamo al volo, per questo sarò breve.
Il tempo è passato ma almeno tu mi sei rimasto a fianco. Sempre.
Direi che con tutta la pazienza che ci hai messo te lo meriti …
Tanti Auguri, con il cuore. E grazie, di tutto. Grazie in anticipo anche per quello che farai. Sappi che non me lo scorderò.

Alessio.

giovedì 28 maggio 2009

Il mio Animale Preferito!

Il mio animale preferito è il grizzly!

Chi non vorrebbe vicino un simile animale: 150 kg di cattiveria e aggressività unite allo scatto di Husain Bolt! Uno che con un semplice movimento della zampina potrebbe staccare la testa dal collo a una persona e farla volare lontano come un palloncino.
Ne vorrei uno sempre vicino, da tenere al giunzaglio. Poi saprei io come usarlo!

DISDICEVOLE n°8

AntonY Bagnasco (per gli ignoranti il "capo" della CEI) ha recentemente dichiarato (citando a cazzo):
-che bisogna tutelare le fasce più deboli della società e in particolare i lavoratori e i disoccupati,
-che i respingimenti di clandestini sono immorali e devono finire...
Che sia Diventato COMPAGNO BAGNASCO (!!!!)
No no tutto a posto: a seguire ha dichiarato anche che quello di morire non deve diventare un diritto.
Il resto non lo ha detto ma era sottinteso che: come deve deve morire la gente dobbiamo deciderlo noi...noi della chiesa cattolica intendo, se no cazzo ci stiamo a fare qui??? A fare vedere i nostri vestiti eleganti? No no!
Grazie AntonY, grazie di non smentirti mai!

domenica 24 maggio 2009

Caduto

La sicurezza di un gesto …
L’eleganza della sua conclusione …
Ma a volte basta un errore insignificante …
Ed è un nome di donna, quello che viene invocato! EVA. La madre di tutti noi. Un’Eva sofferente. Un’Eva che vende il suo corpo.
Le dita cercano una speranza. La trovano! La perdono. Sotto c’è solo il vuoto.
Un’Eva che è facilmente di tutti. Una città che Ulisse ha conquistato con l’inganno. Un bovino da latte.
Eva.
Poi, rialzarsi! Sempre! Come mi ha insegnato il maestro. Cadere e rialzarsi.
“Non voglio più cadere maestro!”
“Sai perché sei caduto Marvelmouse?”

Ed è un racconto di cornicioni e di Eva, un’Eva che passeggia di notte, un’Eva …
“Perché avevi paura di cadere.”
“Maestro, come posso smettere di avere paura?”
“Continua a cadere. Prima o poi lo scoprirai.”

Un’Eva che pratica forti sconti comitive!

Anche io sono caduto. Una caduta poteva spezzare le ossa. Mi sono rialzato, sono caduto di nuovo. Almeno ora non ho più paura. Non ci casco più, non mi faccio prendere in giro, non mi creo delle speranze! Diciamo pure che mi sono rotto le palle e me ne vado ( portando via il pallone).

Sono contento di essere caduto, ho capito che non posso solo avere fiducia nel destino.

Ho capito che ho perso io.

Beh sono stato fermo fin troppo prima di capirlo. Ho creduto a speranze e menzogne, sempre restando seduto.

Ora si parte, valigia in mano. Taglio le ultime speranze. Gli ultimi fili.

Io non sono uno che si impegna. Non lo sono mai stato. Ora però non posso più dire che non ne ho voglia. Adesso tocca a me rialzarmi e andare via senza rimpianti. Lascio qui qualcosa di bello e qualcosa di brutto, forse solo qualcosa. Vado a cercare qualcos’altro da un’altra parte, dove non mi cercherà nessuno. Non lo faccio perché sono triste, lo faccio perché sono stanco di aspettare un evento straordinario che sconvolga la mia esistenza. L’ultimo mi ha distrutto le speranze, ho capito che era il caso di lasciar stare. Questa volta vado da solo, nessuno mi ha detto vengo con te ma io partirò lo stesso, ridendo come un pirla. Del resto se un albero cade in una foresta dove non c’è nessuno non fa rumore. Io allo stesso modo, non credo che in molti sentiranno rumore.

mercoledì 20 maggio 2009

Le cose che non sopporto (versione 1)



I fascisti al governo.
Quelli che ti dicono “che ti duri!” e che si incazzano pure quando gli rispondi “Ah!Dio mè***!”
Quelli che fanno operazioni di consolidamento debiti e un mese dopo tornano a chiederti soldi.
Quelli che dicono “mio figlio è tanto intelligente e tanto bravo ma i professori e gli altri non lo capiscono” (sospiro).
Quelli che passano la loro vita su Facebook.
Quelli che dicono che il papa non è solo un vecchio nazista.
Quelli che dicono “il tuo anello è da finocchio, toglietelo”.
Quelli che vogliono che tutti gli immigrati tornino al loro paese.
Quelli che dicono che “gli italiani sono brava gente” ( o un popolo di risparmiatori).
Quelli che dicono che i rumeni rubano e violentano le donne e che le rumene sono tutte troie.
Quelli che dicono neri e non negri perché è politicamente scorretto.
Quelli che vogliono il ritorno all’energia nucleare.
Quelle che dicono voglio donare a te la mia verginità.
Quelli che dicono che i morti sono tutti uguali e meritano tutti uguale rispetto.
I bambini che si mettono a giocare (chiassosamente) nel punto esatto in cui tu ti sei appena seduto cercando silenzio.
I genitori che si incazzano quando prendi a calci nel culo i suddetti bambini.
I cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana e anche la nera Africa.
Quelli che dicono che i comunisti sono estinti (come i panda).
Quelli che “non è un problema mio” (a volte l’ho detto anche io … sigh!).
Quelli che spendono 50 cent per andare a pisciare in un cesso a pagamento quando potrebbero utilizzare un comodo albero.
Quelli che ti vomitano sui piedi.
Quelli che dicono che le donne son tutte troie.
Quelli che ti dicono che fare un mutuo serve a costruirsi basi solide per il futuro.
Quelli che dicono che le donne dovrebbero saper fare da mangiare, pulire, tenere in ordine la casa.
Le pubblicità del Mulino Bianco.
Quelli che vanno in macchina ai 40 km\h e vicino alle curve frenano pure.
Quelli che conosci e dopo 2 minuti ti raccontano le loro avventure sessuali con dovizia di particolari.
Quelli si mettono quei cappelli di merda con la visiera.
Quelli che ti attaccano discorso mentre tu stai leggendo e ti raccontano cose di cui a te non te ne frega un cazzo, te infili la testa nel libro e loro insistono.
Non sopporto di non poter brandire liberamente una mazza.
Questo lavoro di merda.
Il primo bottone della camicia allacciato, anche d’agosto.
Quelli che non sopportano i maniaci sessuali ( quindi anche me).
Quelle che gli fanno schifo i feticisti e la posizione del martello pneumatico perché, dicono, che fa venire il torcicollo.
Quelli che vanno alla messa, escono, vanno a prendere l’aperitivo e raccontano di quanto è brava, bella e fedele la loro moglie dopo aver passato il sabato sera a troie.
Le mogli di quelli di prima che, dopo la messa, tra loro, davanti al bar, mentre i mariti prendono gli aperitivi, raccontano di quanto siano felici della loro bella famiglia (razzista), delle loro partite a bridge, di quanto diverrà importante per la comunità il loro circolo “come bruciare un negro senza rovinare la messa in piega e la manicure” ma la sera prima, mentre il marito era a troje (ma bianche!), hanno preso km e km di uccello nero fino allo svenimento.
Quelle che fondono i vibratori.
Quelli che dicono: “mio figlio sarebbe intelligente se si applicasse almeno un po’!” e si incazzano se gli rispondi: “delle due l’una: se fosse intelligente si applicherebbe, se non si applica è perché è scemo o perché da piccolo non lo avete picchiato abbastanza forte sulla testa”.
Quelle che non gli piace l’ingoio (dicono!).
Gasparri e La Russa.
Quelle che si ubriacano, si fanno tramortire a colpi di pisello, e il giorno dopo piangono perché sono dispiaciute di aver tradito il fidanzato ( … che è tanto bravo!).
Quelli che mi dicono "cazzo ti traferisci a fare, un lavoro così lo trovavi anche qui!" (se lo volevo qui lo cercavo qui no?)
Il fatto che, a Barcellona, uno che non hai mai visto ti chieda: “Italiani? Si? come sta il papa?” E dopo una bella risata aggiunga: “grazie a Dio sono ateo! Capito?” e ti guarda pure strano quando gli rispondi: “e pure scemo! Infatti io mica ti ho chiesto come sta Franco?...è morto? Beh grazie a Lenin io sono comunista!” (ndr lungi da me voler difendere Benny 4x4, mi da solo fastidio che, siccome in Italia c’è il papa e viviamo in una repubblica filoguidata dal Vaticano, allora siamo tutti cattolici).
Quelli che ti dicono “ah Italiani pizza, mandolino, mamma, mafia e Berlusconi!”.
Non sopporto … me che continuo a tagliarmi le braccia per ricordarmi promesse fatte e che potrei evitare di farmi, tanto se non le mantengo io ci pensano gli altri. Non tanto perché ci rimango male tutte le volte quando capisco che potevo anche evitare di tagliarmi, quanto perché i tagli fanno male, dopo rimane il segno e tutti ti spaccano le scatole perché credono che ti volevi suicidare.

lunedì 11 maggio 2009

DISDICEVOLE n°7

Veronica Lario: “non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”

In compenso è potuta stare con un uomo che (tra l’altro):

- È amico di Dell’Utri,

- È amico di Previti,

- Ha fatto corrompere dei giudici,

- Ha (o ha avuto) legami con la mafia,

- Ha fatto leggi ad personam (la sua),

- È stato amico di Craxi (finché non è morto intendo),

- Ha inserito nel suo partito fascisti (ex dicono), leghisti (e la cosa si commenta da sola), ex democristiani e ex socialisti

- Ecc ecc.

martedì 5 maggio 2009

Un amico capisce

Esci con una ragazza.

L’amico ti guarda come dire bravo ragazzo, rifatti una vita, ricomincia a correre, te lo meriti.

Sempre lui tre giorni dopo ti vede e chiede come ti è andata.

“Ci siamo lasciati.”

“Perché?”

“Ora ti racconto. Ci siamo visti in un bar. Lei mi ha detto che è fidanzata.”

“È per quello l’hai lasciata?”

“No, no, non per quello. Figurati che dopo mezz’ora ci siamo chiusi nel cesso e abbiamo fatto sesso”.

“Quindi lei ha lasciato il suo fidanzato?”

“No.”

“Allora tu l’hai lasciata?”

“No, fammi finire. Ci siamo visti il giorno dopo, mentre il suo ragazzo era al lavoro. Abbiamo passato il pomeriggio a fare sesso. Dopo la seconda volta abbiamo dovuto parlare e lei ha iniziato a raccontare che ci sono troppi rumeni in giro, che sono tutti criminali, che ci vorrebbero le ronde per proteggere la brava gente … sempre le solite cazzate-”

“E allora tu l’hai lasciata?”

“No, perché? Mica sono costretto a parlarle. Solo che per farla stare zitta ho dovuto trovare un modo di riempirle la bocca … . Dopo quello, prima che ricominciasse a parlare, e visto che io avevo bisogno di un periodo di recupero (almeno tre giorni) abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa. Ci siamo avviati verso un bar.”

“Ho capito! L’hai lasciata perché ti ha chiesto di pagare il conto e te non vuoi mantenere nessuno!”.

“No, no, non è per quello! È una tipa piena di soldi, figurati, suo babbo ha una ditta che costruisce ville, sua madre è medico. Anzi ha pagato lei, pure in anticipo!”

“Ma cazzo, hai incontrato una figa, puttana nell’anima, mediamente stupida, piena di soldi … perché cazzo l’hai lasciata?”

“Mi avessi lasciato finire … mangiamo e parliamo del più e del meno, ad un certo punto alzo gli occhi, vedo il tramonto dalla vetrata alle sue spalle, i suoi occhi in risalto con la luce del tramonto, le sue labbra che brillano …”

“Un momento perfetto!”

“Eh si! Peccato che a un certo punto mi sorride e vedo che le è rimasto incastrato tra i suoi denti un pezzo d’insalata che pareva un’aiuola del comune! È a quel punto che l’ho lasciata! Una cosa del genere non si può vedere! No, non ci si può passare sopra!”

“… Ti capisco!”

venerdì 1 maggio 2009

La conoscenza è un male necessario.

Io so tante cose già di mio, poi leggo molto, mi interesso a tutto quello che posso, cerco di apprendere ogni cosa. Conosco benissimo la storia moderna e quella antica, ho studiato le cause del rapimento di Moro, sulla P2, conosco la storia della Brigate Rosse, della Prima e delle Seconda guerra mondiale, mi informo sempre su quello che accade in Africa, sulla guerra, su tutte le guerre, inizio a conoscere i segreti più “reconditi” della finanza, sono un esperto nella ricerca di un lavoro. Mi interesso di un po’ di tutto, ormai anche di fisica (con risultati alterni). Più imparo, più immagazzino, più taglio ponti dietro di me, più crollano le mie illusioni su un mondo migliore. Questo però non mi impedisce di continuare a imparare,a informarmi, a qualsiasi costo.

Facciamo alcuni esempi:

sono diventato una sottospecie di esperto in prestiti personali ma mi rendo conto sempre più spesso che “un americano su dodici ha un’arma e il nostro problema è dare un arma alle altre undici”. In altre parole il nostro lavoro è dare armi a dei serial killer. Qualche volta andrà bene ma spesso ci scapperà il morto. Io lo so, lo vedo. Ora più che prima, e sempre più spesso, la gente vive al limite delle proprie possibilità. Io lo so, e a volte fa male saperlo, soprattutto se sei conscio di non poterci fare nulla, se sai già che non cambierai le cose. Allora a cosa serve sapere che le persone hanno bisogno di aiuto perché non arrivano a fine mese e non poterci fare niente? Non sarebbe meglio non saperlo? Spesso credo di si.

A cosa mi serve conoscere i motivi dello scoppio delle guerre se non posso fare niente per evitarle?

A cosa mi serve sapere che la religione (ogni religione) offusca le menti, se poi devo sentire parlare persone che (ancora) nel 2009 rompono i coglioni sul crocifisso nelle scuole o sulla costruzione di moschee sul suolo della “patria natia” o vanno in Africa e dire che il problema dell’Africa è il preservativo (!)? A volte preferirei non saperlo, preferirei essere un pecorone che ogni domenica mattina si mette il vestito buono e va a messa, poi esce e la sera va troie, o va a casa e picchia i bambini. Avrei sicuramente meno problemi, almeno così mi dicono.

Mi prometto ogni fine settimana di non approfondire troppo gli argomenti “scottanti” o dolorosi. Ogni mattina mi alzo e mi ripeto che non devo informarmi, che devo resistere alla tentazione di farmi\di fare delle domande perché l’informazione non è solo sapere, è anche dolore. Non è come diceva Tocquellive: “un popolo maturo è un popolo informato” (citato a braccio). Gli italiani sono, nella media, più che ignoranti ma vivono alle grande. Quei pochi che fanno o si fanno domande poi stanno di merda, non hanno certezze, sono sempre tristi. Anche io faccio parte della seconda categoria, pur conscio di quanto appena scritto. Nonostante questo ci sono ricascato. Mi ero riproposto di non chiedere, c’ero pure riuscito per un po’. Poi ho dovuto fare una precisazione, dovevo farla per forza, era per evitare di soffrire, non potevo farne a meno. Così ho saputo troppo, molto più di quanto mi interessasse, più di quanto avessi chiesto. Risultato: tre giorni senza parlare.

Da quando ho avuto l’informazione è ricominciato il dolore e non ho potuto fare a meno di cercare di superarlo. Razionalizzando chiaramente, poi smettendo di informarmi, dicendomi che è normale, che può essere, che prima o poi sarebbe successo, che dovevo aspettarmelo, che ( tanto per cambiare) non ci sarà un happy end. Che, in fondo, c’erano tutti i segni. Che, in fondo, (e te dai) l’esperienza fa parte della vita; che per me non cambierà niente . Le cose non cambieranno e spetta a me, e solo a me, capirlo e accettarlo. Il mio grosso problema è che per quanto razionalizzi, per quanto ne parli ( o non ne parli, a seconda dei momenti) non riesco a dimenticare, a perdonare, forse anche a capire. Dimentichiamo la metà delle cose che ci insegnano a scuola ma per quelle che ci fanno soffrire abbiamo una memoria da elefante.

Credo che sia colpa dell’eccesso di notizie. Se non fossi caduto nella tentazione di informarmi non avrei dovuto guardare il segno fatto sulla mano destra in un giorno ormai lontano per sancire una promessa. Non avrei dovuto cancellare con lo sguardo quella cicatrice perché era passato il suo tempo, e non per colpa sua. Forse non avrei dovuto prendere le tenaglie per tagliare quel “legame”, quell’infinito filo rosso che mi ha guidato fin dalla mia infanzia e che non mi ero (ancora) completamente rassegnato a spezzare.

Alla fine l’ho tagliato ma ho chiuso una porta dietro di me e ne porto i segni, segni che si vedono. Anche se ho cancellato quella cicatrice, di cui non avevo parlato con nessuno, a cui mi ero affezionato, ora ne ho di nuove, più profonde, che non cancellerò altrettanto facilmente, o meglio che non ho idea di come poter cancellare.

mercoledì 29 aprile 2009

Memoria da Elefante


"Dimentichiamo la metà della cose che ci insegnano a scuola ma per le cose che ci fanno soffrire abbiamo una MEMORIA DA ELEFANTE"

domenica 19 aprile 2009

Io c'ero!

Farewell non pensarci e perdonami,
se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate,
forse un tempo poteva commuoverti
ma ora è inutile credo perchè
ogni volta che piangi o che ridi
non piangi e non ridi con me! (vocalizzo)

martedì 14 aprile 2009

Fede e ragione

Sabato sera un’ “amica” mi ha detto: “non vergognarti mai di dire di essere un comunista” e un'altra persona mi ha detto: “non rinnegare mai quello in cui credi”. Ho risposto a entrambe: “no infatti”. Non mi vergogno infatti. E ci tengo che lo si sappia. Io non sono cambiato, sono sempre il solito. Sono sempre la stessa persona, certo sono più solo ora, ma almeno non sono cambiato e questo devono saperlo tutti.

Voglio ancora essere uno dei dipendenti della Caterpillar che hanno sequestrato per cinque giorni i dirigenti della loro azienda per protestare contro i licenziamenti e la politica di “rinnovamento” aziendale. Voglio ancora essere la vecchia nera che si siede nel posto riservato ai bianchi e si rifiuta di alzarsi quando gli comunicano che deve andare indietro, negli appositi spazi riservati ai neri. Voglio ancora sottrarmi alle logiche di profitto, a quelle logiche capitaliste che non ho mai accettato. Non voglio essere una persona stressata dal lavoro, che si fa il culo per 4 soldi puzzolenti e magari sporchi, che mantiene o mette un cappio al collo delle persone, anche se magari se lo meritano pure e in cambio non ottiene nemmeno un grazie. Non voglio comunque essere io quello che lo fa, non mi interessa, non ci tengo. Insomma non sono cambiato.

Le persone fortunate sono quelle innamorate e quelle con una fede, io sono innamorato e ho una fede. Sono un comunista, è come una fede, se non lo fosse in questo periodo sarei uno di quelli che hanno mollato, e almeno quello non voglio esserlo.

sabato 28 marzo 2009

E non sentirirsi ancora sazio

Ogni volta che dico è l'ultima volta che ci casco, ogni volta che dico non crederò mai più che le persone sono buone...beh ogni volta lo prometto e ogni volta ci ricasco come uno stupido! Ogni volta, basta un niente perchè io ricominci ad avere fiducia nelle persone e ogni volta, dopo un giorno, due al massimo, mi rendo conto di essere stato preso per il culo un'altra volta! Devo dire che non è sempre vero ma ormai mi succede sempre più spesso. Succede a tutti niente da dire, io però mi incazzo perchè succede a me. Questa volta non mi prometto che è l'ultima, tanto è inutile, ma l'idea di essere stato preso per il culo di nuovo, averlo scoperto per caso, aver pure dovuto litigare, essere passato da stronzo, starci anche da cane non mi piace un cazzo. E' come dicevo io: se sei un pochino grasso, un tantino represso e decisamente romantico per te qui non c'è spazio, rassegnati. Speriamo che questa sia la volta buona per capire che se fai una scelta non devi tornare indietro per nulla al mondo, non devi autoconcederti deroghe perchè se no prendi delle sportellate nel muso.

giovedì 26 marzo 2009

Cose buone dal mondo

Iniziamo il post di oggi con un uomo che merita di essere annoverato fra gli eroi del nostro tempo, apostoli dello sgurz nel mondo.
Immagino che avrete notato che sulla homepage di Repubblica.it di ieri si poteva scorgere quella che a un primo superficiale esame poteva sembrare una colossale cippa di cazzo, ma che dopo un accurato esame si rivelava essere appunto una colossale cippa di cazzo:

Il Nostro si chiama Rory McInnes ed è un diciottenne britannico che ha avuto la gigantesca pensata di dare un senso a Google Earth disegnando l'opera di cui sopra sul tetto della sua casa, in modo da farla apparire fra le immagini del famoso programma di mappatura satellitare del Pianeta.
A questo punto si impone che ogni persona che ne ha la possibilità si impegni per rendere le immagini di Google Earth più utili e divertenti, decorando tetti, campi, prati, parcheggi e quant'altro con opere come quella di Rory, o magari con scritte dal profondo significato etico e filosofico quali "Dio Puppacelo", "Cazzo Guardi?", "Sei bello te...", "Pisamerda", "Extraterrestre portami via, o almeno portati via Tiziano Ferro", "Brunetta da qui è basso uguale" e via dicendo....

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Un altro uomo che merita una menzione in questo spazio è il pilota dello sfortunato aereo con a bordo dei biNbini in gita scolastica che si è schiantato su un cimitero in Montana causando 14 vittime. Ci piace pensare che al momento dell'impatto non si sia lasciato sfuggire l'occasione di urlare "SCOPA!".
No, vabbè, non bisogna essere cinici, era una gita scolastica, le abbiamo fatte tutti. A me una volta mi hanno portato a visitare il Parlamento, mentre un'altra a vedere il Papa. Purtroppo siamo andati in pullman tutte e due le volte....

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Il Cardinale Mons. Angelo Bagnasco (scusate la volgarità) ha recentemente dichiarato: “vorremmo anche dire, sommessamente e con energia che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso…”.
Sarebbe una minaccia? O la devo vedere come una speranza per il futuro? Se continuiamo a offendere vi mettete a piangere e vi levate finalmente dai cogl.....ehm, abbandonate l'Italia e i suoi abitanti lasciandoli soli senza il conforto delle parole del Santo Padre e di tutti i suoi Vescovi e Cardinali fino all'ultimo stron....ehm...di ogni grado, che attualmente TUTTI gli organi di stampa riportano e amplificano ogni giorno?
Beh, tranquillo Monsignò, che qualcuno che ve accompagna a Fiumicino e ve porta le valige lo trovate di certo...

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Per concludere parliamo dell'ultima cazzata per malati del web, che per molti è destinata a soppiantare un'altra meravigliosa invenzione (seconda solo alle supposte effervescenti) come Facebook. Parliamo di Twitter, un social network in cui ci si è resi conto del fatto che tanto nessuno ha un cazzo di interessante da dire, quindi tanto vale limitare la comunicazione a 140 caratteri, mini messaggi che vengono inviati ai vari utenti iscritti al sito e legati in qualche modo (non so il termine esatto e non lo voglio sapere) a chi sente la fondamentale esigenza di lanciare nellla rete questi fondamentali messaggi, brevi pensieri o aggiornamenti su cosa si sta facendo.
La cosa tragica è che ad utilizzare questo ennesimo metodo per tenersi occupati in stronzate inutili e soporifere sono anche persone che in teoria qualcosina di più serio da fare ce l'avrebbero...
Immagino che si potreanno ricevere messaggi interessantissimi, per darvi un'idea dell'idiozia della cosa, se cercate "Twitter" in italiano su google escono molti articoli che spiegano come funziona e nei quali vengono citati esempi di utilizzo.
Cito da uno a caso: "Twitter è il nome di un servizio on-line con il quale è possibile fare sapere, a tutto il mondo, cosa si sta facendo in un determinato momento. Stai facendo jogging e vuoi condividere questo momento con la Rete? Con Twitter puoi farlo.".
Oppure: "Chi twitta vuole iconizzare il proprio status, la propria attualità sincronica, anche quando informa su propri gusti e disponibilità economiche: "Utente compra scarpe da mille euro".
Bello vero? Uno di questi giorni mi faccio un account e inizio a lanciare nel web messaggi come "sto violentando il cane del mio vicino" oppure "questo cazzo di bambino che ho rapito non la smette di piangere, suggerimenti?" o anche "ehi, non è vero che se decapiti uno vive ancora per 30 secondi, sono molto meno...".

(ci tengo, il post non è mio ma l'ho copiato a man bassa da L'oppio è la religione dei popoli,http://sydbarrett76.splinder.com/, non avrei dovuto farlo ma soprattutto la prima parte era troppo divertente perciò ringrazio chi ha avuto la genialità di scriverlo e spero non se la prenda troppo se ho cercato di diffondere il suo verbo)

mercoledì 25 marzo 2009

Non sto sprofondando, anzi...


(immagine da www.donzauker.it)

Oggi per la prima volta mi sono sentito SCARICO,completamente solo e scarico. Nessuna voglia di pensare a quello che farò e a dove andrò, nessuna voglia di pensare al domani, solo un rumore sordo nella testa che mi diceva “lasciati cadere e non rialzarti più”. Non ricordo di essere mai stato così vicino al baratro e non perché non abbia mai rischiato di cadere ma perché mai mi era successo di pensare no, oggi non cado, perché domani andrà meglio, vediamo domani sera se è vero. Mi è stato insegnato ed ho fermamente creduto di essere una risorsa, sono un numero, pure un numero grande che non conta un cazzo, lo sapevo che era così ma pensavo valesse solo per gli altri, invece anche per me è così e digerirlo è stata dura. Niente che una sana strigliata (da chi mi vuole bene) e un po’ di sana carota (dopo il bastone) non abbia posto rimedio[1]. Almeno ho capito di avere nuovi amici, due padri, di essere diventato qualcuno, qualcuno con le spalle coperte intendo. Ho capito che per avere la stima della gente dovrò sudare sempre di più ma che, alla fine, potrò ottenerla ma che sicuramente non mi spetta di diritto.

Certo il baratro non è mai stato così vicino, e anche ora che ricomincio a credere che domani andrà meglio non mi sento tranquillo, è stata una sensazione terribile. Sento che ogni giorno che passa perdo la mia umanità e anche se così facendo cresco, a volte vorrei essere Peter Pan, vorrei poter continuare a pensare che le persone sono buone. Ogni giorno però mi rendo conto che non è così, e ogni giorno mi chiedo perché non posso vivere in un mondo fatato, come nelle soap opera di serie B, dove va sempre tutto bene. Soprattutto ogni mattina mi chiedo se tornerò come prima e ogni sera mi rispondo di no. Certo però questa sera non posso lamentarmi, ho rialzato la testa, ho evitato il baratro, ho scoperto di essere ancora meno solo di quel che pensassi e di questi tempi è già tanto.


[1] avrò 27 anni tra poco,so che dovrei cavarmela da solo ma ancora non ce la faccio

lunedì 23 marzo 2009

Crollo Psicotico

Un gatto domestico lasciato libero in un quartiere è paragonabile a una catastrofe naturale su piccola scala.
Uccide tutto quello che gli capita:roditori, insetti, altri gatti, piccoli cani....di tutto, di tutto!
Un individuo con un rapido crollo psicotico fa di peggio!

giovedì 19 febbraio 2009

Strano

Una mattina ti svegli e è finito tutto, non senti più nulla, hai finito le scorte di dolore e rabbia, resta solo l'indifferenza e un grosso punto interrogativo: tornerò come prima?
La cosa strana è che è successo senza nessun preavviso, mi sono svegliato e mi sono accorto che è successo così, che ho smesso di star male, non ho capito ma, come al solito, l'ho accettato. Certo che è strano non capire ma è bello poter accettare comunque il fatto compiuto!

lunedì 16 febbraio 2009

Soluzioni

In un mese sono cambiato più che in 26 anni. Ricordo che ero una persona fiduciosa, avevo una fiducia smisurata nell’umanità e credevo sempre che le cose potessero cambiare, come in un bel film, quelli con l’happy end.

Da un mese circa, senza bene capire il perché, ho iniziato, pronti via, a odiare il mondo (escluse quelle poche persone a me care). Da quel giorno vivo spinto da un furore cieco, non perdono niente a nessuno e faccio cose di cui mi pentirò.

Il più bell’esempio è arrivato quando è arrivata una cliente in difficoltà economica per un processo del quale doveva pagare pesanti spese legali. Voleva un preventivo per un prestito e io, in 4 e 4=8 gliel’ho fatto. Non solo, ho pure caricato i dati e fatto firmare il contratto. Un prestito lampo a una che probabilmente non era nemmeno interessata. Alla fine, quando stavamo discutendo con il mio capo dell’ottima operazione, mi sono lamentato del fatto che potevo fare senza problemi un tasso più alto perché non avevo capito che il cliente aveva fretta e bisogno, non voleva solo un preventivo. A quel punto è toccato al mio capo riprendermi: “ma cosa dici, hai fatto un ottimo tasso, non devi mica strozzare il cliente”. Un po’ di tempo fa sarei sprofondato solo per aver pensato una cosa del genere, mi sarei sentito in colpa, licenziato, e fatto picchiare fino a perdere i sensi la memoria solo per punizione, come un romantico samurai di un’epoca morta e sepolta. Invece niente, nemmeno un minimo senso di colpa, nemmeno ora che mi rendo conto di quello che ho fatto. Due giorni prima non ho potuto inserire a un mio cliente un’assicurazione per motivi che non sto a spiegare ma indipendenti dalla mia volontà, la più cara che abbiamo, così gliene ho inserita un’altra (che non serve a niente), ho alzato il costo di una già inserita(che non serve a niente nemmeno quella), ho alzato di due punti il tasso d’interesse e la rata è rimasta più bassa di 15 euro circa al mese. Alla fine ho chiamato il cliente e mi sono pure vantato di avergli fatto lo sconto così quello è venuto a firmare il contratto e se n’è andato bello contento. Pure per questo mi sarei dovuto sentire in colpa o almeno vergognare ma niente, nemmeno un minimo senso di colpa, anzi forse prenderò un premio dal mio capo per questo.

Mi si è sprigionato dentro un odio che guida le mie giornate, che mi impedisce di dormire, che mi porta in giro, che mi stimola, che mi da energia per andare avanti e iniziare una nuova vita, un odio che mi impedisce di pensare. Mi rimane solo un grosso dubbio che non ho idea di come sciogliere. Se inizio una nuova vita basandola sull’odio (esattamente come ho fatto), quando sarà finita la carica di rancore cosa farò? Sentirò il dolore che ho messo volentieri da parte o avrò finalmente dimenticato tutta la mia vita passata senza nessun rimpianto? Questo è l’unico interrogativo che mi lascia in sospeso, il senso di colpa no, ormai quello l’ho accantonato. Vivo aspettando che i nodi vengano al pettine e credendo che non c’è perdono senza espiazione, che tutti, anche io, siamo causa dei nostri mali e responsabili delle nostre azioni e che un giorno qualcuno dovrà assumersi le responsabilità di quegli atti che ha commesso. Tutti, nessuno escluso, un giorno non potremo più dire ma è stata colpa di qualcun altro, io non c’ero, e se c’ero dormivo. Io vivo aspettando che arrivi il mio giorno, nel frattempo vivo nell’odio e aspetto di sentirmi pronto a ributtare la mia vita alle ortiche, a espiare le mie colpe solo come un cane e, in seguito, ricominciare ad avere fiducia nella gente. Ma fino ad allora continuerò a cercare soluzioni semplici a un mondo complesso (e troje a basso costo).

DISDICEVOLE n°6

Dopo un lungo silenzio causato da un tentativo di meditazione profonda alla ricerca di me stesso, una introspezione “silenziosa” che mi ha portato a scoprire nuovi orizzonti e mi ha fatto abbracciare un nuovo modo di vivere … in altre parole quei figli di troia di Infostrada mi hanno lasciato isolato e mi hanno da poco aggiustato il telefono, se Dio c’è non aggiusta telefoni, ecco dopo questo periodo torna a grande richiesta (di nessuno) Disdicevole con una serie di notizie a raffica:

- Israele attacca la striscia di Gaza e utilizza anche, secondo Amnesty, armi al fosforo bianco: quando l’uomo col sasso incontra un esercito super armato l’uomo col sasso è un uomo morto (in bella compagnia).

- Rifondazione Comunista si scinde, guida gli scissionisti Niki Vendola in aperta polemica con il nuovo leader Ferrero. C’era aria di scissione già dopo che Ferrero aveva vinto le elezioni interne. Bravo Niki, bravo! Dopo che si è dimesso Bertinotti credevi di guidare tu il partito vero? Quando non ti è riuscito hai pensato bene di dividere un partito che già era composto da quattro gatti (spelacchiati!). Complimenti: Ferrero è stato in minoranza per anni presentando le mozioni più intransigenti senza mai essere ascoltato, ma anche senza rompere più di tanto i coglioni. Ora che tocca alla minoranza diventare maggioranza, la ex maggioranza, ora minoranza, si scinde e crea un nuovo partito. Bell’esempio di democrazia e di accettazione delle idee altrui, per non parlare della sportività! È proprio così che si da il buon esempio alle nuove generazioni! Ma poi, la morte della fantasia, come chiami il nuovo partito? Rifondazione della Sinistra! Attento che a pensare troppo ti viene mal di testa!

- Lucca: il comune vieta i ristoranti etnici. In nome della tradizione, fuori i locali “etnici” dal centro storico (ma la cucina napoletana è a rischio?). Secondo il bando comunale tutti i ristoranti, locali e bar che non cucinano piatti tipici dovranno trasferirsi fuori dalle mura, ma non solo! Anche i ristoranti che fanno cucina italiana dovranno inserire nel menù almeno un piatto tipico lucchese; inoltre l’abbigliamento dei camerieri e i locali dovranno essere consoni e adatti alle tradizioni.

Dio del Napalm dacci un segno della tua presenza e fai partire un bombardamento su quella città di merdosi destrorsi in modo che, come a Sodoma e Gomorra, venga estinta una civiltà di puzzoni per far spazio a una nuova e migliore umanità.

mercoledì 21 gennaio 2009

Ho visto cose … pure io!

È stata una giornata dura, per tutti, sono successe cose che forse non avrebbero dovuto succedere, che non sono successe negli anni precedenti e che forse si sarebbero potute evitare. Il problema è che sono successe ora, in un brutto momento, alla persona che non avrebbe dovuto sbagliare, mai, ma ora meno che in passato, perché l’errore sta nel gioco, è previsto, dicono, ma in realtà ci sono periodi in cui, forse, e dico forse, sarebbero potute accadere. Adesso no, perché ora è più difficile da digerire, perché se sbagli in questo momento sei più solo che mai, perché tutti soffiano sul fuoco che brucia, che brucia te!

Così siamo arrivati a questa sera, quando due colleghi si sono azzannati alla gola nel chiuso di una stanza, con gli altri fuori, spaventati, incazzati, dispiaciuti e, alcuni, forse, indifferenti.

Il mio capo mi ha portato fuori, per mandarmi a casa, ma in realtà per parlarmi e per togliermi da una brutta situazione (io ero a un metro dalla battaglia). Ho apprezzato, in un certo senso, mi è piaciuto meno il discorso: sono brutte scene, che forse sarebbe stato meglio non avessi visto ma questo - in sintesi mia – ti insegni a essere più attento perché è così dappertutto e questo deve esserti da stimolo a migliorare.

No capo, no! Io mi fido di te, ho messo la mia crescita lavorativa nelle tue mani ben volentieri, ma non è vero che è così ovunque, i problemi esistono ma le tigri non si saltano alla gola dappertutto e sempre … almeno credo. Perché qui non basta fare il proprio lavoro, bisogna fare 100 anziché 10, perché te lo chiedono i capi, perché te lo chiedono i clienti o i convenzionati e tu sei l’ultima ruota del carro sempre nel mezzo della tempesta, sempre nell’occhio del ciclone.

Poi guarda, son brutte scene, ma io ho un ricordo peggiore, tengo per me il mio incubo per ricordarmi che quando piove può sempre venire la grandine, che quello che conta è aspettare che passi e attaccarsi ai momenti più bui con tutta la propria forza, per ricordarsi che in fondo sei uno fortunato, perché per te ha smesso di grandinare, almeno fino alla prossima volta.

Sai capo, alla fine, io non ho tratto le tue stesse conclusioni, ho capito solo che quando sarò uscito di qui sarò una persona, se possibile, ancora peggiore, più sola e più rancorosa, con meno fiducia nel prossimo … e questo è davvero un regalo che avrei rifiutato con tutto il cuore. Una cosa però, a guardare il lato positivo, c’è: ora sono più convinto che mai che non è vero che se noti le storture del sistema e provi a contestarle dall’interno prima o poi muteranno, perché in realtà ti adatti, mentre se il sistema è sbagliato devi combatterlo con tutte le tue forze per cambiarlo. In altre parole: chi cerca di cambiare il sistema dall’interno non è un rivoluzionario, è solo un collaborazionista (Salvador Alliende).

lunedì 19 gennaio 2009

Responsabilità

Ogni giorno ci propinano la storiella che per crescere bisogna assumersi le proprie responsabilità (almeno a me me la propinano). Oggi arriva il mio capo e bello bello mi racconta che, sulla base degli ultimi accadimenti, d'ora in poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità sulla base del suo grado e del suo stipendio. A quel punto lo stronzo (al secolo IO) risponde sibilando:
"da oggi allora chiamami LUCKY visto che sono uno stagista merdoso, che non gudagna un cazzo (cioè sempre più di quelli del ns call center rumeno ma sempre meno di ogni normodotato funzionario di banca) e che tra un mese licenziano con ignominia non devo più fare un cazzo che preveda una seppur minima responsabilità...escluso annaffiare le piante giusto?"
Dopo il sì mi son preso anche un vaffanculo!Ma è vita questa?
La seconda grande uscita è stata: !adesso è un periodo difficile ma te mica devi fare il cont down verso la fine! devi dimostrare chi sei e quello che puoi dare!" Cosaaaa??? Cazzo devo fare? Mi mandano a casa senza possibilità di appello e devo pure lavorare per la loro bella faccia?
Gli voglio davvero bene come se fosse normale!

venerdì 16 gennaio 2009

Chistracazzosenefotte news


Dopo un lungo silenzio ecco un gradito ritorno: le notizie meno interessanti sulla faccia della terra che invece ci vengono propinate a piene mani... le chistracazzosenefotte news! Eccone un esempio:

Il seno nuovo di Anna

Tatangelo: «L'ho rifatto per colmare il bikini e le mie debolezze». E naturalmente parla di Gigi. Rovinafamiglie? Guai, Anna s'infuria: «Non c'era niente da rovinare. Tutti in casa D'Alessio sapevano come stavano le cose». Apperò...

Un marito 40enne divorziato e con ex moglie e figli a carico, una carriera lunga e consolidata, un trucco pesante, due seni rifatti, un'etichetta di rovinafamiglie... A volte ci si dimentica che Anna Tatangelo ha solo 22 anni (e detta così sembra già un troione! ndr). In un'intervista al settimanale Vanity Fair la ragazza si libera di qualche peso e regala un paio di confessioni. A partire dalla sua anima rock, tenuta nascosta per volere di Pippo Baudo, passando per il ruolo di amante (e qui Anna ha parole dure) e per il seno nuovo, che si è voluta regalare.

«Faccio un'ora di palestra a giorni alterni, non m'ingozzo ma pretendo di mangiare. - dichiara la cantante - Il seno è l'unica cosa che mi sono rifatta, per colmare il bikini e l'insicurezza». Altri complessi? «Mostro poco volentieri le gambe, e non fotografatemi scalza perché ho i piedi grossi. E poi ho la voce troppo fine negli acuti - comincio adesso a studiare canto - e non so suonare uno strumento». A chi le rimprovera un'immagine troppo «studiata» per la sua giovane età, - compie 22 anni il prossimo 9 gennaio - Anna risponde con amarezza e qualche rimpianto: «Sono cresciuta un po' troppo in fretta, ho solo 22 anni e non sono mai andata a ballare con le amiche. Mi ha fregato la troppa voglia d'indipendenza. Non sopportavo il gesto di papà, che dava la paghetta ai miei fratelli. Lo faceva con affetto, ma io ho sempre preferito le cose guadagnate».(da libero.it)

E infatti si è guadagnata un 40enne in andropausa! Queste si che sono fortune!

venerdì 9 gennaio 2009

Amico

Io alle cazzate che gli amici sono la cosa più importante che uno ha non ci ho mai creduto, ho sempre pensato che gli amici vanno e vengono e che è bene non attaccarcisi troppo. Non che abbia cambiato completamente idea ma mi sono accorto che gli amici sono molto importanti. Quando non chiedi più niente al mondo loro sono lì a ricordarti come si fa a andare avanti. Quando credi di essere solo loro ti fanno capire che non è vero. Ognuno a modo suo, con poche parole ma di sicuro effetto. Qualcuno vuole staccare le gambe a una panca con una brugola, qualcun altro non capisce e dice che la panca si può usare anche con le gambe. Altri dicono che c’è sempre qualcosa dietro, che bisogna togliere il telefono, altri augurano 100 anni (90 di ospedale 10 di agonia anche se, per me, la versione originale è al contrario); a volte basta dire “non so cosa dirti”, ma farti capire di esserti vicino. Ci sono amici che non prendono le tue parti ma ti fanno capire che ti tireranno fuori, che loro ti staranno a fianco. Sono amici anche quelli da cui non ti aspetti nulla ma alla fine ti fanno compagnia, ti cercano e sono preoccupati per te. Ci sono amici che dicono di usare termini forti per scuoterti, in realtà per me dicono poco ma prendono posizione e stanno da una parte sola, la tua. Ci sono infine quelli chiedono ma in realtà non sono interessati, che non stanno da nessuna parte, che non prendono posizione, o forse una scelta l’hanno già fatta ma non te lo dicono, boh. Quando non ti aspetti niente da nessuno, avere qualcosa gratis e inaspettatamente in cambio fa piacere. Per ora comunque prendo tutto ma non dimentico, un giorno anche io saprò da che parte stare perché una cosa è certa: il rancore verso un amico non mi abbandona mai e quando i nodi verranno al pettine io me ne ricorderò sicuramente.